venerdì, 1 febbraio 2008

Feed, bagni e pallavolo

Devo scrivere un post perché ho costretto il mio amministratore di sistema di fiducia ad aggiungere i feed di Superfluo e Superfluous al suo lettore e non voglio deluderlo. Così vedo anche se è attento, come quando simulavo attacchi di hacker per vedere quanto ci metteva ad accorgersene :-D . Sto scherzando, non l'ho mai fatto ;-) .

Enrico è un puzzone e non vuole mai fare il bagno però quando riesci a ficcarlo in vasca poi non vuole più uscirne e devi sorvegliarlo per evitare inondazioni. Omar lo metti a mollo ed è felice, sarà che gli ricorda di quando se ne stava beato immerso nel liquido amniotico.
Stasera ho fatto il bagno ad entrambi. La cascata tipo bagno termale giapponese imitata con l'ausilio di una bacinella è stata molto apprezzata da Enrico, meno dalla mamma quando ha visto gli effetti sul pavimento.

Cambiando argomento, dalla miniera che è YouTube: gli ultimi minuti della finale del mondiale di pallavolo 1990, uno dei momenti sportivi più emozionanti che abbia mai vissuto. La schiacciata finale è di Lorenzo Bernardi che è uno dei miei miti. Grazie al nuovo sponsor Seba, il tuo caldaista di fiducia tra un po' cambieremo le magliette e son riuscito ad accaparrarmi il numero 9 :-) . Peccato che mi tocchi sempre giocare come centrale anche se sono nato per fare il laterale, il problema è che di laterali ne abbiamo già troppi.

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Scritto da Nicola Piccinini alle 2:18 AM in personale/

mercoledì, 31 ottobre 2007

Omar

Oggi:
Omar

Per pari opportunità ;-), circa 3 anni fa, quando non avevo un blog:
Enrico

Rimbalzi:
2007-nov-01 CET: Fermati al mulino

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Scritto da Nicola Piccinini alle 11:56 PM in /

venerdì, 28 settembre 2007

Lucciare

Tante volte mi piacerebbe riportar qui qualche uscita divertente di Enrico ma purtroppo di solito me le scordo troppo in fretta. Non oggi però:

  • a cena, fetta di formaggio sul tavolo. Enrico:
    - fa vedere che c'è scritto Asiago
    Si riferisce al marchio impresso nella crosta. Prendo la fetta e gliela mostro con la scritta rovesciata, per vedere se se ne rende conto e gli chiedo:
    - cos'è che c'è scritto?
    - Asiago
    Allora giro la fetta e dico:
    - e ora?
    - Bel Paese
  • dopo cena, ad un certo punto Enrico spegne tutte le luci ed inizia a perlustrare la casa con torcia elettrica, dicendomi cose tipo:
    - lucciamo qua, lucciamo là, che bello lucciare!

    lucciare ...
    proiettare un raggio di luce con una torcia elettrica?

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Scritto da Nicola Piccinini alle 12:45 AM in /

sabato, 25 agosto 2007

I video del Mario Cagol

Forsi za save che go idee n'atim tradizionaliste sul talian e alora no ve meraviieré se ve digo che anca el dialet el ga el so perché :-) . Enfati ogni tant m'era pasà per la testa de scrivar qualche post en dialet ma sicome za no ghe sto tanto drio a sto blog ho sempre lasà star.

Ades però el Lemi el m'ha dat l'ocasion giusta: se capì en po' de trentin vardeve anca voi i video de sto Mario Cagol, che i fa bastanza sganasar dale risade :-D. (sugeriso su tuti Goldrake geloss, Supercar, l'Uomo Ragno aka Segapaia e Alien).

Podria fermarme chi ma za che ho scominzià fago qualche altra considerazion:

  • primo, scrivar en dialet l'è en bordel, perché el dialet, se sa, l'è na lingua parlada. Quei che è boni de farlo spero che i me perdonerà per tuti i'erori che ghe sarà ne sto testo.
    Ades che ghe penso magari la prosima volta che me ven voia de esprimerme en dialet fago en podcast che el se presta de pu :-D ;
  • secondo, el dialet trentin el ga mila varianti, mi zerco de rendar quel del me paes ma se te fai en par de chilometri za cambia qualche parola e magari l'intonazion. Tant per dir: a Lavaron parlen pu o men cosita ma a Folgaria (quindese chilometri pu en là) l'è tut n'altra roba. Co me moie po, che l'è sempre trentina ma del Garda, fen fadiga a capirne (ma questo el vale per tuti i sposi ;-). Per no parlar po de Luserna (dese chilometri pu en qua) che i sa ancor el cimbro o de zo en val (dese chilometri pu en zo) en do za i parla vicentin.

    Eco, che se sapia, sto qua pu o men l'è dialet de Lavaron, anca se bisogneria considerar che el cambia en po anca da frazion a frazion e se digo nikestozele el capiso mi e pochi altri.

  • terzo, per mi l'è tanto più fazile esprimerme en dialeto che en talian. L'è perché son madrelingua trentin e'l talian l'ho emparà pu avanti, co navo a scola. Per tanti ani prima de parlar co la maestra dovevo pensar la frase en dialet e dopo tradurla en talian e anca ades per la verità fo fadiga col talian, se vede che le lingue no l'è el me forte;
  • quarto, el dialet che parlen noi zoveni (per no dir de quei davero zoveni) l'è ormai slavarì. Voio dir che el talian el l'ha enfluenzà pesantemente e tante parole vece, che l'era proprio carateristiche el le capiva solo en trentin, l'è stae sostituide dalla parola taliana dialetizada e ormai le narà perse co morirà quei che ancor el le sa e'le dropa. L'è en po en pecà ma se ciava;
  • quinto, quando ho scrit tuta quela menada sule parole inglesi nel talian avevo pensa anca a quel che suzede con talian (e anca l'inglese) nel dialeto ma no avevo zontà anca sta parte che l'era za longa asà. El fago qua en poche parole: come ho za dit nel punto qua sora el dialet el reagise ben (secondo mi), le parole le ven sempre adatade, storpiade, fate sonar ben col resto dela frase en dialet. Probabilmente l'è ancora perché el dialeto l'è na ligua parlada e così no ghe gnanca el problema de come scrivar le parole nove e tuto l'è pu fazile e semo tuti pù contenti.

Eco, ades son anca en po curios de saver chi che lezerà sta roba. Così vedo se ghe qualche trentin che pasa de chi o se l'è vera, come ho sempre pensà, che i dialeti del triveneto i li capise en po' tuti perché i'è fazili. Ensoma, se se rivai fin chi e avé anca capì pu o men quel che volevo dir, scriveme magari en comento, grazie.

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Scritto da Nicola Piccinini alle 1:21 AM in trentin/

sabato, 12 maggio 2007

Blecaut

Blecout, via Garbaland. Condivido in pieno il messaggio ecologista e mi compiaccio del crescente numero di inconsapevoli aderenti a scrivi come mangi. Un altro esempio d'attualità: femily dei sul web è scritto sopratutto così come l'ho riportato (io però metterei una i al posto della y) femili dei come scrivono alcuni sul web.

Già che sono in tema, un altro esempio interessante è l'iPod, un eclatante caso di parola che, anche se di uso comune, non si è ancora riusciti a capire come pronunciare in italiano perché, in mancanza di una regola precisa, ognuno continua imperterrito a portare avanti le proprie convinzioni, che macello :-) !

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Scritto da Nicola Piccinini alle 11:07 AM in spunti/

martedì, 8 maggio 2007

Io sto bene

Un post, tanto per dare un segno di vita. Non è che mi manchino le cose da scrivere (tutt'altro) ma il tempo per farlo decisamente sì. Alcune cosette:

  • per chi ancora non lo sapesse la famiglia Piccinini è nuovamente in dolce attesa. L'arrivo del nuovo bimbo è previsto tra fine ottobre e inizio novembre e ancora ignoriamo se si tratterà di una peste maschio o una peste femmina;
  • a proposito di bambini, non sono una persona che si emoziona facilmente ma devo ammettere che con Enrico sempre intorno mi ricordo sovente il significato della parola gioia;
  • tempo fa ho trovato su YouTube una vera chicca: il video di Annarella dei CCCP - FEDELI ALLA LINEA (e giusto ora ho notato anche questo!) .
    Con l'occasione segnalo quello che è il mio sito preferito su questo straordinario gruppo:
    CCCP - FEDELI ALLA LINEA
    Un tentativo di cronologia
    Tomo I - Apprendisti musicisti
    Dalle origini al 1895

    che purtroppo sembra ormai versare in uno stato di totale abbandono :-( . In ogni caso continua ad essere una miniera di informazioni: pur avendolo visitato numerose volte ho scovato solo recentemente lo strepitoso filmato di un'esibizione dal vivo di Curami.
    Tra l'altro mi sono appena accorto che uno degli studi dove registravano si chiamava Studio Superfluo, che strana coincidenza!
  • La tv rientra certamente nel superfluo.
Rimbalzi:
2007-mag-08 CEST: Fermati al mulino
2007-mag-08 CEST: Superfluous

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Scritto da Nicola Piccinini alle 6:24 PM in /

domenica, 4 marzo 2007

Alla Paia

Inauguro quest'oggi la categoria recensioni. Il motivo è presto detto: oggi a pranzo sono stato al ristorante. Ci vado di rado ma oggi a casa abbiamo deciso che era d'uopo andarci. Ho mangiato bene e così mi son detto che poi l'avrei scritto sul blog. Successivamente ho deciso di fare anche una categoria apposita e di adottare una linea editoriale mollichiana, il che vuol dire che scriverò solo recensioni positive. Non aspettatevi molti post visto l'andazzo generale del blog.

Ristorante Alla Paia, via Fabbrica 6, Tregnago (VR):

  • è vicinissimo all'ex cementificio. Fino a poco tempo fa poteva essere un posto interessante da visitare per gli amanti dell'archeologia industriale ma ora stanno demolendo quasi tutto,
  • il cibo ottimo ma non sono un palato fine,
  • porzioni giuste, tendenti all'abbondante,
  • circa 30 euro a persona.

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Scritto da Nicola Piccinini alle 11:59 PM in recensioni/

Scrinsciot

Quanto bella è la parola scrinsciòt?

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Scritto da Nicola Piccinini alle 11:16 PM in /scrivi come mangi/

venerdì, 5 gennaio 2007

Ero un ghik e non lo sapevo

Devo correggere il mio precedente post: avrei dovuto scrivere {ghik} e non {giik}. Oggi ho infatti casualmente scoperto che è questa la giusta pronuncia inglese della parola geek!

Che io fossi ignorante era cosa risaputa ma sono convinto di aver sentito usare la pronuncia sbagliata da molti altri e questo mi dà l'occasione per affermare una volta in più che se esistessero e venissero applicate delle semplici regole di adozione dei termini inglesi eviteremmo di fare un enorme macello che non giova a nessuno.

Geek non è stato inserito nei miei due dizionari on-line di riferimento ma credo sia solo questione di tempo. Quando avverrà, se ho ragione nel ritenere che la pronuncia [giik] si sia già imposta non credo che si cercherà di correggerla (sarebbe un po' come se ora mi costringessero a dire [pazol] invece di [puzzle], non sia mai!) e così ci troveremo con una nuova eccezione tra le eccezioni dell'italiano: una parola con una pronuncia diversa sia dall'originale inglese sia da quella che si potrebbe ricavare dall'ortografia.

Un po' di tempo fa Enrico Maria Milic parlava di vivacità della lingua. Secondo me va bene la vivacità ma con ordine. Se serve adottiamo pure mezzo vocabolario inglese e mettiamo cappa ovunque ma, al tempo stesso, facciamo come i fisici che cercano omogeneità e simmetria in ogni cosa e provano sempre a ricondurre ogni formula ad un ristretto numero di equazioni base.

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Scritto da Nicola Piccinini alle 1:18 AM in /scrivi come mangi/

venerdì, 22 dicembre 2006

Il giik delle USB

L'ultimo post di Sakscia mi induce a raccontarvi nel dettaglio com'è andata.

Come si sarà capito, sono un sostenitore del software a codice aperto e da molti anni, pur conscio delle potenziali difficoltà che ciò comporta, utilizzo quasi esclusivamente sistemi operativi GNU/Linux (ultimamente, mio malgrado, non è più così ma questa è un'altra storia).

Purtroppo però non sono molto abile come amministratore di sistema e perciò, memore anche delle peripezie necessarie per usare le porte USB ai tempi in cui iniziavano a prendere piede, ritenevo che per far funzionare la nostra macchina fotografica con Debian mi occorresse almeno una settimana di tempo e avevo sempre lasciato perdere.

Punto sul vivo però non ho più potuto ritrarmi e così:

  1. attacco la macchina fotografica alla minacciosa porta USB;
  2. il sistema ci pensa un attimo e mi dice che ha trovato una macchina fotografica digitale e mi chiede se deve importare le foto;
  3. penso con gioia: c'è un giik in me e rispondo di sì;
  4. attendere prego;
  5. dove cavolo sono finite 'ste foto?
  6. Gioia, senza farsi notare, esce dalla stanza, giik, un po' sconsolato, mi si siede a fianco;
  7. decido di installare l'applicazione A e, gia` che ci sono, anche B e C, giik approva silenziosamente;
  8. l'applicazione A riconosce la macchina fotografica e la chiama per nome, gioia torna ad avvicinarsi;
  9. dove cavolo sono 'ste foto?
  10. Guardo nelle cartelle della macchina fotografica che ritengo possano contenere foto ma non ne trovo. Occhiataccia tra me e giik. Gioia, in cucina, si prepara un panino;
  11. provo ad installare il pacchetto P ma è un po' antisociale e mi dice che con R1, R2, ..., Rn non vuole stare. Stranamente però pretende che con lui venga installato anche UAdP (Unico Amico di P);
  12. decido di accontentare P, R1, ..., Rn non la prendono benissimo;
  13. dopo varie peripezie riattacco la macchina fotografica, il sistema ci pensa un attimo (almeno credo) ma non dice una parola;
  14. dopo attenta riflessione (2 secondi circa), mando P e UAdP a finire di guardare la serie dei film di Conan il barbaro e chiedo scusa a R1, ..., Rn che acconsentono a ritornare;
  15. il sistema torna a riconoscere la macchina fotografica;
  16. riapro l'applicazione A;
  17. guardo meglio nelle cartelle della macchina fotografica e trovo le foto là dove erano fin dall'inizio;
  18. raccolgo con i polpastrelli qualche briciola di gioia;
  19. giik si complimenta con me: te la sei cavata in una ventina di minuti (sottointeso: invece dei dieci secondi occorrenti, considera però che poteva andarti molto peggio!).
Rimbalzi:
2007-gen-05 CET: Superfluous

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Scritto da Nicola Piccinini alle 2:43 AM in informatica/

martedì, 7 novembre 2006

Il personal sciopper

Il personal sciopper!!! Come ho potuto dimenticarlo?! Si tratta di una figura professionale di cui, io che detesto andar per negozi, avrei grande bisogno:

Toh, ciapa trenta euro e va tome da vestir che no go più gnente de neto da metarme. Tegni el resto.

Temo solo che i suoi servigi non siano così a buon mercato :-(

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Scritto da Nicola Piccinini alle 1:39 AM in /scrivi come mangi/

lunedì, 6 novembre 2006

Nuove professioni

Ehm, quadrimestrale volevo dire, non bimestrale!

La verità è che ho troppe cose per la testa per seguire come si deve anche queste mie insulse iniziative. Il materiale però non mancherebbe: basta guardare un po' di televisione per trovare un sacco di casi adatti ad essere trattati in questo spazio. L'ultima volta che l'ho fatto mi sono imbattuto in alcune nuove professioni:

  • il praivat banker, perché non banchiere privato o simili?
  • Il mobiliti manager, per il quale si poteva arrischiare il neologismo mobilitatore
  • e infine il laif coc, che io avrei chiamato maestro di vita, o, se proprio vogliamo stare sull'esotico, maestro zen con fatturazione mensile.

Confesso che non mi spiacerebbe fare il manager della mobilità, professione per la quale credo di essere particolarmente vocato (sono uno di quelli che quando fanno benzina al self servis stanno bene attenti a non lasciarne nemmeno una goccia nel tubo!). Non riesco invece a capire quale possa essere l'utilità del laif coc ma se ve ne serve uno e pagate bene contattatemi pure che vedrò di informarmi. Su richiesta mi alleno un po' (che non mi farebbe male) e vi faccio anche da personal trainer (o treiner?).

Prima di terminare non posso non segnalare l'ultimo stupido post della mia consorte che, evidentemente condizionata dalla coabitazione, se la prende con il kinder bueno uait (di nuovo notate come l'inglese sia la lingua più perfida, l'unica che non si lascia pronunciare (o scrivere) come si deve!).
Mi preme anche informarvi che il lessico di Enrico migliora velocemente e mentre sa già chiamare con disinvoltura papà Nicola non riesce ad andare al di là di un mama scakia (seguito spesso da fragorose risate :-) e, per conto mio, è già fin troppo bravo.

Rimbalzi:
2006-nov-07 CET: Superfluous

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Scritto da Nicola Piccinini alle 3:21 AM in /scrivi come mangi/

lunedì, 4 settembre 2006

Disturbato psichicamente

Sento il dovere di rispondere al post di Enrico Maria Milic intitolato Linux e il disturbo psichico.

Un paio di premesse:

  • da più di 10 anni uso abitualmente GNU/Linux al lavoro e a casa (e non mi pare che la mia psiche ne abbia risentito più di tanto ;-) ), questo per dire che sopperisco abbondantemente con l'esperienza alla poca competenza nel parlare di questi temi. Divagando un po': Windows invece lo uso molto raramente, mi capita di farlo solo su macchine altrui e tutte le volte sono impacciatissimo, sembra quasi che non abbia mai visto un computer. Dato che spesso, in quei casi, figuro come l'esperto di turno la situazione diventa particolarmente imbarazzante!
  • non è mia intenzione dare il via ad una delle classiche battaglie tra sostenitori di sistemi operativi diversi, voglio solo fare alcune precisazioni, peraltro già stranote, che ritengo utili a chi legge per una migliore comprensione della questione.

Punto per punto:

  • Thunderbird per la posta, Firefox per il web e Open Office per i software di testi, calcolo e presentazioni

    per i primi due non dovrebbero esserci molti problemi visto che si usano in ambienti basati prevalentemente su standard aperti. Il discorso purtroppo cambia per Open Office perché opera dove lo standard di fatto sono i formati proprietari Microsoft. Visto che, per quanto ne so, non esiste una documentazione pubblicamente consultabile su come siano fatti tali formati, l'attuale compatibilità offerta dai prodotti a sorgente aperto è stupefacente ma, purtroppo, ancora insufficiente :-( . Un discorso analogo lo si può fare per Thunderbird e Firefox per quel che riguarda la fruizione di documenti non canonicamente {ueb}, ad esempio i video. Questo è uno dei più grandi ostacoli alla diffusione di GNU/Linux.
  • incompatibilità di schede audio varie, per esempio, mi fanno diventare un’avventura complessa usare Skype

    il problema della mancanza di driver è incontestabile ed è un altro grosso ostacolo alla diffusione di GNU/Linux. Va però precisato che, in teoria, chi produce l'hardware dovrebbe anche fornire idonei driver idonei. Questo infatti avviene abitualmente per i sistemi Microsoft ma raramente per GNU/Linux perché probabilmente non si reputa conveniente sostenere il costo necessario a soddisfare una piccola fascia di potenziali utenti. Non si possono però imputare agli sviluppatori di Ubuntu o di qualsiasi altra distribuzione GNU/Linux tali mancanze. Non è un caso che il problema si senta molto meno per quel che riguarda i dispositivi di connessione di rete, visto che la quota di mercato dei server GNU/Linux è molto più significativa.
  • Gimp come programma per la grafica - che ogni tanto mi tocca usare - è un programma sfigato e scadente.

    Gimp rimane un mistero anche per mia moglie e me. A detta di molti è un software potentissimo ma, a mio parere, è troppo difficile da usare. Probabilmente richiede una certa dimestichezza con concetti di grafica al computer a me del tutto ignoti.
  • Ma la cosa peggiore è quella che mi sto sobbarcando ora: per aggiornare Ubuntu dalla versione 5 alla 6 non c’è una - dico una - guida in inglese o in italiano che permetta a un "human being" come me di capire come fare senza frizzi e lazzi di righe di comando, shell e pippette varie.

    Qui quel che va precisato è che il passaggio tra due versioni principali di una distribuzione non è una pipetta. È un po' come passare da Windows 98 a Windows XP operazione che, nella mia ignoranza, non credo sia indolore e richieda invece tante reinstallazioni e riconfigurazioni.
    Ad ogni modo su Ubuntu, a braccio, dovrebbe bastare editare il file /etc/apt/sources.list sostituendo il nome della vecchia versione con quello nuovo, poi aprire un terminale di root (suvvia, non bisogna avere paura dei terminali!), lanciare il comando apt-get update che aggiorna il database dei pacchetti e poi il comando apt-get dist-upgrade che effettua concretamente l'aggiornamento. Penso che, con un accesso ssh, si possa far fare l'operazione in remoto a qualche amico più competente ma per esserne sicuro dovrei chiedere al mio sistemista di fiducia (non vorrei che un aggiornamento così importante chiudesse la connessione a lavoro incompleto!).
    In generale credo che la gestione degli aggiornamenti di sistema sia un punto di forza di GNU/Linux, non il contrario. Tanto per dire io la settimana scorsa ho spostato il mio sistema su un disco più capiente in un paio d'ore (il tempo materialmente necessario per riscaricare e reinstallare il sistema e copiare i miei dati) perdendo una sparuta minoranza delle mie configurazioni e personalizzazioni. Tutto questo senza masterizzare alcun cd o dvd, operazione che detesto.

In conclusione, a mio parere, è per certi aspetti vero che, al giorno d'oggi, usare GNU/Linux sia un atto di masochismo. Non bisogna però pensare che ciò sia causato dalla mente folle dei {gik} che sviluppano software a sorgente aperto (beh, ogni tanto forse è proprio così ;-) ). La ragione fondamentale è che esiste il monopolio Microsoft nei sistemi operativi su macchine desktop, ciò condiziona implicitamente la produzione di ogni materiale informatico (software, documenti, ecc.) rendendolo molto più facilmente fruibile all'interno di tale ambiente. Una riprova di ciò è che quando si opera, come me, in settori tradizionalmente legati a GNU/Linux spesso il lavoro risulta più complicato se svolto con Windows.

In altre parole, l'indiscutibile migliore facilità di utilizzo di Windows è in massima parte dovuta al fatto che tutti (o quasi) ce l'hanno e tutti (o quasi) assumono (erroneamente) che anche chi adopererà la loro roba ce l'ha. C'è, in questo senso, una diffusa mancanza di sensibilità nei confronti di chi preferisce non usare prodotti proprietari. Detto questo, a mio parere, sarebbe buona cosa se tutti, ad eccezione degli azionisti Microsoft, si impegnassero, con l'uso quotidiano del computer, a ridurre la propria dipendenza da Windows e, più in generale, da formati e protocolli chiusi, perché il monopolio giova solo ai monopolisti.

Rimbalzi:
2006-set-10 CEST: Superfluo
2006-dic-22 CET: Superfluous

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Scritto da Nicola Piccinini alle 8:51 AM in informatica/

venerdì, 19 maggio 2006

Laif is nau

Ehm, forse avrei dovuto specificare che la rubrica era a cadenza bimestrale ;-) .

Per il numero di oggi me la cavo con un semplice link: laif is nau (via dotcoma)

Rimbalzi:
2006-nov-06 CET: Superfluous

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Scritto da Nicola Piccinini alle 2:33 PM in /scrivi come mangi/

mercoledì, 15 marzo 2006

Japlish

La settimana scorsa a dISPENSER hanno parlato del noizu. Di questo servizio a noi, più che la corrente musicale, interessa la spiegazione di come le parole straniere vengano adattate al giapponese con l'applicazione di precise regole, non vi ricorda nulla?
Una veloce ricerca mi ha portato a questo bellissimo articolo: Japanglish, Janglish o Japlish, che costituisce una vera miniera di spunti.

Numerose sono le analogie con la situazione italiana o con quanto scritto nell'esporre la teoria sugli anglicismi, cito ad esempio:

  1. la supremazia culturale statunitense dal dopoguerra ad oggi potrebbe essere una spiegazione convincente di questo fenomeno

  2. In Giappone, così come in Italia, sono molti coloro che portano avanti la solida convinzione di preferire varianti autoctone a termini che suonano esotici. Infatti, ultimamente, la tendenza all'uso di neologismi, creati soprattutto prendendo in prestito parole anglosassoni, sta diventando incontrollabile. Se, da un lato, il processo di importazione di terminologia inglese con successiva “nipponizzazione” serve a coprire delle assenze, soprattutto nel settore informatico, della moda, della cucina, dello sport, dall'altro sembra andare incontro piuttosto ad un’esigenza di stile. Dire furesshu (ingl. fresh, fresco), al posto di sawayaka, produce un effetto più attraente e dà al testo un’impronta esotica che piace particolarmente ai giovani.

  3. Ciò che trasforma la parola straniera in una parola inconfondibilmente giapponese è il suo adattamento fonetico. La nuova parola, dopo aver fatto il suo ingresso, non solo non viene più scritta in caratteri latini, ma viene anche adeguata alle regole della propria pronuncia, in pratica diventa a tutti gli effetti una nuova parola giapponese.

Come si evince dall'ultimo punto, la regola utilizzata è molto più radicale di quella da me proposta per l'italiano, influisce infatti sia sull'ortografia che sulla pronuncia. In effetti ci sono molti casi in cui questo è opportuno anche per l'adattamento alla nostra lingua, vedi ad esempio gli aggettivi che terminano in -able o i sostantivi che terminano in -tion che sono comunemente (e più propriamente) trasformati in -abile e -zione piuttosto che in -abol e -scion come vorrebbe una ceca applicazione della regola.

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Scritto da Nicola Piccinini alle 1:45 AM in /scrivi come mangi/
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